Gentle First

«Buongiorno Nii-san»
Neji volse appena lo sguardo di lato per vedere Hinata che si apprestava ad entrare in cucina.
«Buongiorno Hinata-sama» rispose indugiando ancora un poco sul viso di lei. Gli occhi erano leggermente rossi, e le occhiaie si notavano appena, ma c’erano.
«Ha dormito bene?» chiese giusto per dire qualcosa.
Hinata si soffermò nei pressi della credenza, versandosi con calma del latte in un bicchiere.
«Benissimo» rispose dandogli sempre le spalle, per paura che potesse notare qualcosa dalla sua espressione. Si voltò allora regalandogli un sorriso radioso, prima di sedersi accanto a lui. Restarono in silenzio, l’uno accanto all’altra, consumando la colazione con calma. Neji finì il suo tè per primo, ma rimase seduto ad osservarla, mentre lei beveva quel liquido che così bene la descriveva: puro, semplice e buono.
«Qualcosa non va’?» chiese Hinata arrossendo sotto gli sguardi del cugino.
«No, affatto…» rispose lui arrossendo lievemente «… Ieri» si schiarì la voce, ancora leggermente rauca per il sonno «… Com’è andata?» domandò riferendosi, ovviamente, a Naruto.
Hinata ebbe un piccolo sussulto. Avrebbe volentieri fatto a meno di parlare di ieri sera. Finì con calma il latte, prendendo tempo.
«Io…» appoggiò il bicchiere sul tavolo. La ferita era ancora aperta e sanguinante, e non se la sentiva di parlarne. Perciò preferì mentire. «…In verità non l’ho incontrato» sorrise tristemente abbassando lo sguardo.
«Ah, sul serio?» Neji la guardò leggermente contrariato.
«Sì, da-davvero» annuì decisa lanciandogli un’occhiata.
«E allora come mai pochi minuti fa è venuto a cercarla per scusarsi?»
Hinata sgranò leggermente gli occhi, arrossendo ancora. «Na-naruto era qui?» chiese incredula.
Il cugino per tutta risposta, fece un breve cenno di consenso con la testa. Hinata arrossì ancora, iniziando a giocherellare con le dita, indecisa.
«Mi ha raccontato tutto…» aggiunse lui.
Altro sussulto, altra occhiata fugace. Hinata si morse un labbro, imbarazzata. Neji la studiò un’attimo in silenzio.
E mentre l’osservava si chiese da dove avesse preso la forza necessaria per dichiarasi, finalmente, a Naruto. Certo, in quei tre anni era cresciuta moltissimo. Lui aveva sempre pensato che le persone non possono cambiare, e invece… Ricordò come, i primi giorni che andò a vivere nella Casata Principale con lei e la sua famiglia, Hinata non riusciva nemmeno a parlargli, e faceva di tutto per evitarlo. E poi… con il tempo, poco a poco, si erano abituati l’uno all’altra, e Neji era persino riuscito ad accettarla; ad accettare Hinata e il sigillo maledetto, che portava impresso sulla fronte. Un marchio indelebile che non può essere cancellato… Un legame con la Casata Principale che non può essere spezzato…
«Ti chiedo solo…» riprese Hinata, dopo un’imbarazzante silenzio «… Ti prego, non dirlo a mio padre…» lo supplicò.
Forse pensava che l’avrebbe rimproverata? Forse. Dopotutto, anche se Hinata faceva parte della Casata Principale, non era mai stata accettata completamente dal padre e dalla sorella. Perché lei era diversa da loro… Non combatteva per uccidere, e non cercava né gloria né potere… Non le era mai importato gran ché della divisione tra le due Casate, e proprio non capiva a cosa servisse tutto il comportato da codesta scelta...
E, ancora una volta, la sua voce lo riportò alla realtà…
«Nii-san?» sussurrò lei, alzando lo sguardo timidamente, in attesa di una risposta.
«Certo Hinata, te lo prometto» s’impegnò lui.
La ragazza lo ringraziò, e si alzò scostando leggermente la sedia.
«A-aspetti…» la chiamò lui alzandosi a sua volta.
Hinata tornò a guardarlo in attesa. (Di cosa?)
«Che ne dice di allenarci insieme, oggi?» domandò avvicinandosi.
La ragazza sembrò ponderare la cosa.
Neji sapeva perfettamente che quel giorno sia Kiba che Shino erano in missione, per cui non aveva scuse. Lui, dal canto suo, non aveva egualmente impegni. «D’accordo…» si avviò lungo il corridoio, con passo leggero. Neji la seguì osservando i capelli di lei ondeggiare appena. (Pantene, prenditi cura di te! XD ndJoe)
Arrivati nel selciato del Clan Hyuga si misero in posizione, l’uno davanti all’altro, attivando quasi in contemporanea il Byakugan. Fu Neji, come sempre, a fare la prima mossa. Hinata ancora non si fidava completamente di lui, per quanto riguardava il combattimento, e preferiva prendere le distanze. Iniziarono a scambiarsi una serie di Pugni Gentili, mirando a punti di fuga non particolarmente importanti: avevano imparato da tempo ad allenarsi senza procurare danni permanenti l’uno all’altra.
Hinata quel giorno sembrò prenderci particolarmente gusto, nella lotta. Cercò di controllarsi, ma per una volta tanto si lasciò andare, colpendo Neji, invece di sfiorarlo appena. Sapeva perfettamente che il cugino non c’entrava nulla in tutta quella storia, ma aveva bisogno di sfogarsi. E Neji dal canto suo, la assecondava, limitandosi a parare i colpi, senza farle notare che l’ultimo pugno gentile lo aveva colpito vicino al cuore. Ma Hinata se ne accorse da sola, non aveva bisogno dell’appunto del cugino. Si allontanò un poco, riprendendo fiato, mentre si riavviava i capelli e si asciugava il sudore. Lui restò fermo sempre mantenendo la posizione di combattimento Stile Hyuga.
«Mi dispiace…» ansimò lei, rossa in viso per la fatica.
«Non importa…» rispose lui osservandola. Certo, era diventata molto forte, ma di sicuro ancora non sarebbe riuscita a batterlo. «Vuole fare una pausa?» chiese, restando però immobile, con il Byakugan ancora attivo.
Hinata scrollò la testa, decisa, e riprese la sua posizione.
E continuarono ad allenarsi ancora per tutto il giorno, fermandosi solo per il pranzo e uno spuntino a metà pomeriggio. Verso sera, Neji si rese conto che, ormai, sia lui che Hinata avevano consumato quasi tutto il chakra di cui disponevano. Ma l’obbiettivo era ormai raggiunto: Hinata sembrava più rilassata e calma, dopo il duro combattimento. Ansimava, mentre cercava di colpirlo nei pressi della pancia, senza risultati. Neji tirò svelto il braccio all’indietro, accumulando l’ultimo po’ di chakra rimasto nel palmo della mano, e indirizzò il pugno gentile appena sopra il seno della ragazza.
«Hinataa!!»
Lei si voltò istintivamente verso la voce di Kiba, proveniente dal cancello, e si spostò appena, indietreggiando un poco.
Neji non riuscì a fermarsi in tempo e la colpì in pieno.
E tutto intorno alla ragazza si fece confuso e scuro…


Capitolo 3 ---»
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